
ROM.NBHD· QUARTIERE
Trastevere
Vivace, bohémien, sul fiume
Il vecchio quartiere di Roma oltre il fiume — vicoli di sampietrini, facciate coperte d’edera e la più alta concentrazione di trattorie e bar da aperitivo della città. Alle 19 ogni piazza si riempie di calici e della gente più socievole di Roma.
Trastevere significa «oltre il Tevere», e per gran parte della storia di Roma era un modo educato per dire dalla parte sbagliata. Qui lavoravano i conciatori, qui abitavano i barcaroli, e da qui veniva l’odore. Nessuno di riguardo ci ha avuto un indirizzo fino agli anni Settanta circa.
Ed è esattamente per questo che si è salvato. I vicoli erano troppo stretti e troppo scomodi per i grandi viali ottocenteschi che hanno squarciato altre parti del centro, così l’impianto medievale è ancora lì: muri ocra, panni stesi, edera che si mangia interi portoni e una chiesa su una piazza ogni poche centinaia di metri.
Due quartieri, a dodici ore di distanza
Arrivate alle quattro del pomeriggio e Trastevere è un rione residenziale tranquillo. Signore anziane trascinano il carrello della spesa sui sampietrini, che distruggono le caviglie a chiunque porti un tacco. I gatti dormono sulle selle dei motorini. Ci si siede sui gradini della fontana in piazza Santa Maria in Trastevere senza che nessuno vi disturbi, a guardare i mosaici dorati sulla facciata della basilica, lì dal XII secolo, che si accendono davvero circa un’ora prima del tramonto.
Tornate alle nove ed è il posto più affollato di Roma. Ogni trattoria ha messo i tavoli in strada, i bar sono pieni su tre file, e buona metà della gente non è italiana.
Sono vere entrambe le cose, e si litiga sul quartiere perché in genere se ne è vista una sola. Se qualcuno vi dice che Trastevere è una trappola per turisti, c’è andato alle nove. Se qualcuno vi dice che è un assonnato borgo medievale, c’è andato alle quattro.
Il tram 8, e perché non c’è la metro
Trastevere sta dall’altra parte del fiume rispetto al centro, a sud del Vaticano. Da largo di Torre Argentina, passando per ponte Sisto, ci si arriva a piedi in un quarto d’ora, ed è una delle cose gratuite migliori che si possano fare qui, soprattutto all’imbrunire quando risale il ponentino. È la brezza serale da ovest che viene dalla costa, e ad agosto è l’unica ragione per cui la città è sopportabile dopo le sette.
Altrimenti: tram 8 da piazza Venezia, scendendo a Belli. Il bus H da Termini fa più o meno lo stesso lavoro.
Non c’è una stazione della metro e non ci sarà mai. Qui non si scava. Ogni tentativo di far passare un tunnel sotto il centro di Roma incontra qualcosa di archeologico e si ferma per quattro anni, motivo per cui la linea C è in costruzione dal 2007 e per cui Trastevere è ancora com’è. Mal comune.
Un avvertimento che frega qualcuno ogni settimana: la stazione Trastevere, sulla rete ferroviaria, è un chilometro a sud del rione di cui parlano tutti. Se prenotate una camera, controllate a quale delle due siete vicini.
Mangiare: spostatevi di due strade
Questa è la concentrazione di trattorie più fitta di Roma e anche il posto in cui la qualità varia di più, per l’ovvio motivo che molta gente qui mangia una volta sola e non torna. La regola è semplice. Qualsiasi posto con le fotografie dei piatti fuori, o un tizio sul marciapiede che vi invita a entrare, non fa per voi. Spostatevi di due strade dalla piazza principale e il quadro cambia completamente.
Trattoria Da Enzo al 29, in via dei Vascellari, è quella a cui pensano tutti. È minuscola, prende prenotazioni solo per i primi turni, e la fila ci sarà. Ne vale la pena. Prendete la carbonara e poi fate la scarpetta: qui nessuno vi guarderà male, semmai il contrario.
Dar Poeta fa una pizza romana con base a lievitazione più lunga e un po’ più alta della solita versione sottilissima, e raccoglie chi non entra da Da Enzo.
Per l’aperitivo, Freni e Frizioni. Il nome viene dal fatto che era l’officina di un meccanico, e ha più o meno inventato in questa città la formula drink più buffet. Con una decina di euro avete lo spritz e l’accesso al cibo. Alle otto è pieno e tutti si riversano sulla terrazza sopra piazza Trilussa.
Dormirci: la questione del cortile
Si riduce a una cosa: riuscite a dormire con il rumore?
Tutto il buono di Trastevere come base è reale. Si torna a casa a piedi dopo cena. Il centro è a venti minuti. Sembra un posto dove la gente vive e non un quartiere di alberghi, e l’atmosfera di sera è davvero la migliore della città.
Il problema è che le strade sono di pietra, i palazzi sono vicini e i tavoli sotto la vostra finestra restano occupati fino all’una, più tardi nel fine settimana. I palazzi romani sono costruiti attorno a cortili interni, e una camera che dà sul cortile è un altro universo rispetto a una che dà sulla strada. Chiedetelo esplicitamente quando prenotate. I proprietari sanno benissimo cosa intendete e non se la prendono.
Se preferite non rischiare, Monti è più tranquillo e alla stessa distanza dal centro.
Trastevere: domande frequenti
01Trastevere è sicuro di sera?
+
Sì. È una delle zone più frequentate, illuminate e percorse di Roma dopo il tramonto, che in genere è ciò che rende sicuro un posto. Il rischio concreto è che il telefono vi esca dalla tasca posteriore in una piazza affollata, non qualcosa di peggio. Borsa chiusa e portata davanti, e avete risolto quasi tutto.
02Come si arriva a Trastevere dal Colosseo?
+
Tram 3 fino a Trastevere/Min. Istruzione, oppure una mezz’ora a piedi lungo il fiume. Non c’è un collegamento utile con la metro tra i due, cosa che sorprende un po’ tutti.
03Vale la pena andare a Trastevere?
+
Sì, ma andateci con gli occhi aperti. Ha smesso di essere un segreto per romani una ventina d’anni fa e le piazze principali sono stabilmente sul circuito. Quel che gli resta è l’impianto medievale meglio conservato del centro di Roma e una seria concentrazione di buone cucine. Entrambe valgono una serata.
04Per cosa è noto Trastevere?
+
Vita notturna, trattorie e aperitivo, i mosaici di Santa Maria in Trastevere e i vicoli stretti coperti d’edera. È anche la patria tradizionale del romanesco e della Festa de’ Noantri, ogni luglio: il nome dice già quasi tutto su come il rione vede sé stesso.
Gite in giornata da Roma
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Trastevere
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Trattoria Da Enzo al 29
A tiny Trastevere trattoria that draws queues down the street for the Roman trinity — cacio e pepe, carbonara, and amatriciana, all made the traditional way. No reservations, no shortcuts, no regrets.

Dar Poeta
Trastevere's best-loved pizzeria — a thicker, longer-proofed Roman crust than most, a legendary Nutella-and-ricotta calzone for dessert, and a queue that starts before opening.

Vespa Sidecar Tour of Rome
Ride shotgun in a vintage Vespa sidecar past the Colosseum, along the Tiber, and up to the Aventine keyhole view — a driver does the work while you photograph the city from the road.

Trastevere Food & Wine Walking Tour
A three-hour crawl through Trastevere's back streets — supplì, pizza al taglio, a cheese-and-salumi stop, and enough local wine to make the maze of alleys feel entirely reasonable to get lost in afterward.

Freni e Frizioni
A former mechanic's garage in Trastevere turned into Rome's benchmark aperitivo bar — a generous buffet included with every drink, and a courtyard that fills up fast once the sun goes down.