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ROM.027· museums · ostiense

Centrale Montemartini

ostiense
Fascia: budget

Divinità e imperatori di marmo esposti tra turbine e caldaie della prima centrale elettrica pubblica di Roma. Il contrasto più fotogenico dei musei cittadini, e quasi mai affollato — un pomeriggio davvero fuori dall’ordinario.

The building is a genuine former power station — the original turbines and boilers are still in place, left as the backdrop rather than removed to make room for the sculpture that now fills the halls around them. It sits outside the historic centre in Ostiense, reachable by metro (Garbatella) or a short taxi ride, and being off the standard tourist route is exactly why it stays one of the least crowded major collections in the city.

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Nel 1997 i Musei Capitolini avevano bisogno di un posto dove collocare alcune centinaia di sculture classiche durante i lavori di ristrutturazione. Scelsero la prima centrale elettrica pubblica di Roma, dismessa decenni prima — pensata come semplice deposito temporaneo. Funzionò così bene come spazio espositivo che le opere non tornarono più indietro.

Il risultato è il contrasto più fotogenico dei musei romani, e uno dei meno affollati.

Una centrale vera, lasciata esattamente com’era

Questa è un’autentica ex centrale elettrica, inaugurata nel 1912 come prima centrale pubblica di Roma, e le turbine e le caldaie originali sono ancora al loro posto — lasciate lì come sfondo invece di essere rimosse per far spazio alla scultura che oggi riempie le sale attorno. Motori diesel neri e macchinari d’acciaio condividono il pavimento con dèi e imperatori di marmo bianco, un contrasto industriale-classico che nessun altro museo della città può offrire.

L’edificio prende il nome da Giovanni Montemartini, l’assessore che ne seguì la costruzione originale nell’ambito della spinta di Roma verso un’elettricità municipale anziché fornita da privati.

Perché il trasloco «temporaneo» è diventato definitivo

Le sculture trasferite qui nel 1997 dovevano tornare al Campidoglio a lavori conclusi, ma l’accostamento piacque tanto alla critica quanto al pubblico, e Roma decise di mantenere la sistemazione. Tra i pezzi ci sono busti-ritratto, sarcofagi e pavimenti a mosaico scavati in origine in vari siti della città, oggi collocati in sale che i loro scultori non avrebbero mai potuto immaginare.

Resta formalmente una sede distaccata dei Musei Capitolini più che un’istituzione del tutto autonoma, cosa che si riflette nelle opzioni di biglietto integrato tra le due.

Raggiungibile, tranquilla e degna della deviazione

Si trova fuori dal centro storico, a Ostiense, raggiungibile con la metro B fino a Garbatella o con un breve tragitto in taxi — non una passeggiata comoda dalla maggior parte degli alloggi centrali, ed è esattamente il motivo per cui resta una delle grandi collezioni meno affollate della città, nonostante la qualità di ciò che contiene.

Per chi ha già fatto i Musei Capitolini e vuole qualcosa di davvero diverso invece di altro dello stesso, questa è la tappa successiva migliore: il contrasto tra la scultura e il suo contesto industriale non è un espediente, e dal vivo colpisce quanto promette.

Centrale Montemartini: domande frequenti

01

Che cos’era in origine la Centrale Montemartini?

+

La prima centrale elettrica pubblica di Roma, inaugurata nel 1912. Fu dismessa decenni più tardi e riconvertita nel 1997 a deposito temporaneo per le sculture dei Musei Capitolini durante una ristrutturazione — una sistemazione poi diventata definitiva.

02

La Centrale Montemartini fa parte dei Musei Capitolini?

+

Sì, formalmente è una sede distaccata dei Musei Capitolini, con opzioni di biglietto integrato tra le due. Le sculture esposte qui appartenevano in origine alla collezione capitolina principale.

03

Come si arriva alla Centrale Montemartini?

+

Metro B fino a Garbatella e poi una breve camminata, oppure un taxi dal centro. Si trova a Ostiense, fuori dal centro storico, e questo la tiene fuori dagli itinerari più frettolosi.

04

Vale la pena visitare la Centrale Montemartini?

+

Sì, soprattutto per chi cerca qualcosa di diverso dalle altre collezioni classiche di Roma: il contrasto tra la scultura di marmo bianco e le turbine e caldaie industriali originali non ha eguali in città, e il museo è raramente affollato.